Le 10 competenze che un traduttore dovrebbe avere: 1° la mediazione linguistica e culturale

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Quali sono le 10 competenze che un traduttore dovrebbe avere? In questa sezione, indicheremo quali sono le principali qualità e competenze che un traduttore professionale dovrebbe avere per svolgere al meglio il suo lavoro.

Competenza n°1:

Mediazione linguistica e culturale

Nell’immaginario collettivo, il traduttore è la figura professionale che parla 10 lingue e che può passare da una all’altra senza un minimo sforzo. In realtà, il traduttore non è soltanto colui che parla più di una lingua, ma è il professionista che, conoscendo bene la sua lingua madre e almeno una lingua straniera, decide di ottenere il massimo rendimento dalla sua conoscenza linguistica per trasformarla in lavoro. Ma basta conoscere le lingue?

La traduzione non riguarda solo le parole e non ha come scopo la funzione di un dizionario bilingue. Ci sono infiniti fattori che influiscono nella riuscita o meno di una traduzione. Oltre alla profonda conoscenza di due o più lingue, il traduttore dovrebbe:

Capire fino in fondo il prototesto

Il testo di partenza (detto anche prototesto) non contiene soltanto un insieme di parole in una data lingua. Esso contiene un messaggio – implicito ed esplicito -, uno stile proprio e, soprattutto, esiste all’interno di un contesto. Le singole parole non hanno un significato senza un contesto chiaro. Soltanto il contesto può dire al traduttore se tradurre la frase idiomatica inglese “It’s raining cats and dogs” con “diluvia”, “piove tantissimo”, “piove a catinelle” o, addirittura, “piovono cani e gatti”, anche se in italiano non significa nulla. Il contesto dirà al traduttore quale scelta fare. Questa scelta non è mai automatica, nemmeno nei testi di tipo tecnico. La traduzione richiede tempo, serietà e dedizione. Non è soltanto un hobby. Per essere un traduttore bisogna avere la vocazione, la passione per le lingue e per le culture e, soprattutto, avere una buona formazione.

La traduzione richiede tempo, serietà e dedizione. Non è un hobby.

Aggiornare la competenza linguistica

La lingua è viva, e anche i traduttori madrelingua devono stare al passo con l’evoluzione della loro lingua madre. Questo non vuol dire che una persona che vive all’estero per tanti anni si dimenticherà la sua propria lingua. Tuttavia, nel caso in cui questa persona non si mantenga aggiornata, rischia di non essere più un buon traduttore, ossia, di non essere in grado di capire – e, perciò, di tradurre – i nuovi neologismi giornalistici, gli slang dei più giovani, le nuove espressioni di una lingua, ecc. Più lingue il traduttore parla più dovrà aggiornarle. È importante sottolineare che il fatto di essere bilingue o di aver vissuto in un altro paese, parlando molto bene la lingua locale, non consente a nessuno di essere un traduttore.

Avere un background culturale

Il traduttore dovrebbe essere in grado di tradurre tutti i tipi di linguaggio, dal manuale tecnico della lavastoviglie ai fogli informativi di un medicinale, dai sottotitoli delle serie TV ai discorsi formali e diplomatici. I traduttori dovrebbero leggere di tutto e averne una conoscenza generica e specifica. La mediazione non è soltanto linguistica, ma porta in sé anche l’aspetto culturale (di partenza e di arrivo). Nei settori più specifici, tuttavia, non basta leggere libri o fare ricerche su internet. In questi settori soltanto una formazione accademica può fornire il background necessario a svolgere alcune traduzioni. Tanti traduttori e interpreti decidono di lavorare soltanto in questi settori specifici dopo aver fatto un master professionale o un corso di alta formazione in traduzione giuridica o in adattamento e doppiaggio, per esempio. In questo modo, oltre ad essere un traduttore “generico”, il professionista può diventare un traduttore giuridico o esperto di uno dei settori di cui sopra.

Rendere al meglio il metatesto

Il metatesto (il testo di arrivo, la “traduzione”) dev’essere impeccabile dal punto di vista della grammatica, della punteggiatura, dell’impaginazione, ecc. Anche lo stile dell’autore originale dovrebbe essere rispettato. Non esiste un consenso su cosa significhi rendere al meglio il metatesto, dato che spesso le teorie della traduzione entrano in contrasto tra di loro. La buona traduzione dipende da tanti fattori. Se il traduttore ha una buona competenza linguistica e ottimo background culturale, ha una buona formazione traduttiva, ed è sempre aggiornato e in grado di capire fino in fondo il prototesto, sicuramente la sua traduzione avrà una qualità superiore rispetto a chi non ha preparazione e cultura e a chi non si tiene al passo con i tempi.


Volete scoprire quali sono le altre competenze del traduttore professionale? Restate sintonizzati con i prossimi articoli della sezione “Le 10 competenze che un traduttore dovrebbe avere”.

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