Le 10 competenze che un traduttore dovrebbe avere: 3° competenza: la ricerca nella traduzione

Postato da : Mediazione Linguistica

Le 10 competenze che un traduttore dovrebbe avere: 3° competenza “la ricerca nella traduzione”

Non esiste traduzione senza ricerca. Chi impara una nuova lingua diventa anche un ricercatore della cultura, delle usanze del paese e, ovviamente, di un nuovo vocabolario. Il traduttore, che utilizza la sua passione per le lingue come strumento di lavoro, deve tener presente l’importanza della ricerca nella sua traduzione.

Competenza 3: La ricerca nella traduzione

La mediazione linguistica è, per natura, multidisciplinare. Per tale motivo, oltre alla padronanza linguistica e culturale e un’ottima base teorica, i traduttori – e anche gli interpreti –  dovrebbero avere una conoscenza di base di ogni argomento: dalla politica all’arte, dal calcio alla metafisica, ecc. Solo in questo modo possono svolgere al meglio il proprio mestiere. In certi casi, infatti, limitarsi ad una conoscenza generica non è abbastanza per garantire un’adeguata mediazione linguistica (traduzione o interpretariato), motivo per il quale è consigliato ai traduttori e agli interpreti di specializzarsi in un settore attraverso corsi mirati, come i master professionali o i corsi di alta formazione.

Oltre a tutto questo, il traduttore dev’essere capace di trovare, in modo rapido e preciso, le informazioni di cui ha bisogno per svolgere la sua traduzione. Deve avere un approccio di ricerca che comprenda metodi, tempistiche e fonti adatte alle sue traduzioni. Analizziamo più nello specifico alcune delle principali fonti di ricerca.

Dizionario

Esistono vari tipi di dizionari. Il dizionario bilingue è una delle più diffuse fonti di ricerca per chi è alle prime armi con le traduzioni o si approccia, per la prima volta, al mondo della mediazione linguistica. Questo strumento ha molti vantaggi ma altrettanti limiti, soprattutto quando la traduzione richiede una precisione terminologica che non sempre i dizionari comuni riescono a fornire. La risoluzione di questa criticità può essere ricercata nell’utilizzo dei dizionari monolingue, nei quali il traduttore può trovare la traduzione di un termine a partire dalla sua definizione in partenza e in arrivo. Non da ultimo, le scelte terminologiche dei traduttori possono essere supportate anche dall’uso di dizionari di sinonimi e contrari.

Enciclopedia

Una fonte più autorevole rispetto ai dizionari comuni è rappresentata dall’enciclopedia. Quest’ultima non solo fornisce informazioni linguistiche, ma è in grado di dare innumerevoli informazioni dettagliate sui più svariati ambiti settoriali. Attraverso tale strumento è possibile venire a conoscenza, in maniera specialistica, sia del significato di un concetto sia dei suoi possibili significanti. Il tutto viene fornito con tecnicismi e lessici di settore, autorevolezza e precisione. In questa maniera, ad essere potenziato non è solo il serbatoio linguistico di un traduttore, ma il suo buffer di memoria semantica, competenza non affatto scontata.

Per esempio, in ambito fisico, il traduttore non sempre può tradurre la frase “the arms” con “le braccia”, ma con “i bracci”. I bracci sono, secondo la Treccani (2018), “la distanza d tra le rette, r1, r2, parallele, di applicazione dei due vettori (O1, v), (O2, −v), costituenti la coppia”. Sempre nell’ambito della fisica, la parola inglese “moment” – in italiano “momento” – non può essere tradotta diversamente, come sinonimo di “attimo” perché si tratta di un termine tecnico.

Internet

Il mondo del web è forse la “fonte” più utilizzata nella ricerca traduttiva. I suoi vantaggi sono innumerevoli: velocità, quantità di informazioni e vari formati (testo, video, foto, ecc). Su internet è possibile reperire un’enorme quantità di risorse che possono affiancare il traduttore con:

  • Terminologia: Glossari, corpora linguistici, memorie di traduzione, ecc.
  • Riferimenti: Citazioni dirette ed indirette, varietà di versioni di uno stesso documento (come le varie traduzioni dei testi sacri disponibili online).
  • Diverse fonti: Libri, e-book, testate giornalistiche online, articoli scientifici, blog, ecc.
  • Rete: Confronto con altri traduttori, gruppi sui social, piattaforme e forum online.

Un altro vantaggio di internet per la ricerca nella traduzione è l’incidenza: in teoria, più un dato termine si trova in rete, più è comune. Il fattore dell’incidenza, ossia, della popolarità e dell’uso di una parola tra i nativi può aiutare nella scelta terminologica del traduttore.

Le fonti e i metodi di ricerca per la traduzione sono infiniti, nessuno di questi è sicuro al 100% ma è proprio per questo che una delle principali caratteristiche che deve avere un buon traduttore è quella del discernimento. Un traduttore professionale deve saper fiutare gli indizi, ricercare con criterio, scegliere con adeguato giudizio e adattare con flessibilità, sapendo cogliere, di volta in volta, l’anima concettuale del proprio testo. Si tratta di un’arte ed è per questo che va coltivata, come ogni dote, sin dal suo nascere. Ciascuno, pertanto, sin dal primo periodo in cui frequenta il corso di studi in mediazione linguistica, si alleni nel trovare un proprio approccio di ricerca; uno stile creativo, supportato dalle evidenze scientifiche ma unico e inconfondibile.


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Sitografia: Braccio nell’Enciclopedia Treccani. (2018). Treccani.it.

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