ALP- Accordare le Parole 2020 – La grande bellezza

ALP – ACCORDARE LE PAROLE EDIZIONE 2020

La grande bellezza
Dall’eredità del silenzio alla traducibilità della parola.

Venerdì 17 aprile 2020

SSML San Domenico – ore 9:00

Via Casilina 233, 00176 Roma

Intervengono:

  • Luca Serianni
  • Paolo Maria Noseda
    Interprete, traduttore, speech coach, ghost writer, consulente nell’ambito della comunicazione internazionale, scrittore e occasionalmente insegnante e studente.
  • Francesco Urzì
    Docente di formazione continua con il Dipartimento di Traduzione dell’Università di Ginevra, l’Associazione Italiana Traduttori e Interpreti (AITI) e l’Associazione Svizzera dei Traduttori, Terminologi e Interpreti (ASTTI).
  • Paola Ricciulli
    Professore associato di Lingua e Letteratura francese presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza”. Specialista in Letteratura francese moderna e contemporanea
  • Vera Gheno
    Sociolinguista specializzata in comunicazione digitale e traduttrice dall’ungherese
  • Bruno Mastroianni
    Filosofo, giornalista, social media manager.
  • Simone Bessi
    CEO Annamodecostumes

PROGRAMMA

9:00 – 9:30 Registrazione dei partecipanti

9:30 – 9:45 Apertura della giornata
Ing. Gregorio Perillo, Direttore SSML San Domenico e Comitato organizzatore e ideatrici dell’evento

9:45 – 10:30 Luca Serianni
Qualche riflessione sui forestierismi nell’italiano d’oggi L’intervento si soffermerà sulla presenza dell’elemento straniero dell’italiano contemporaneo, con particolare riguardo alla tipologia del prestito e alle possibilità di traduzione

10:30 – 11:15 Paolo Maria Noseda
Cercare la bellezza delle idee nelle parole. Come comunicano le istituzioni, le aziende e i cittadini. Autenticità e manipolazione viste da un’interprete

11:15 – 11:45 Pausa caffè

11:45 – 12:30 Francesco Urzì
Verso l’età della Bella fedele? La consapevolezza testuale nell’epoca della IA La comparsa sul mercato di sistemi di traduzione automatica di tipo “neuronale” (NMT) impongono un ripensamento critico del ruolo dei traduttori e dello stesso ciclo di lavorazione del prodotto “traduzione”. Lungi dal decretare il tramonto della traduzione così come la conosciamo, è bene porsi la questione se la NMT non possa e non debba rappresentare un’occasione per spostare il focus sul processo traduttivo consapevole “delegando” alla NMT quel tradurre “in modalità automatica” (distratta e irriflessa), che è peraltro funzionale alla sostenibilità economica dell’attività del traduttore. Spostando il focus del processo traduttivo sulla consapevolezza testuale sarà forse possibile realizzare un upgrade del livello qualitativo generale delle traduzioni e decretare definitivamente il tramonto del “traduttese”.

12:45 – 14:00 Pausa pranzo

14:00 – 14:45Paola Ricciulli
Tradurre, tradire. L’intervento parte da una celebre paronomasia di Jakobson che mette in luce un apparente paradosso e cioè l’impossibilità, in presenza di codici diversi, di tradurre perfettamente un messaggio, passando da una lingua ad un’altra. Il compito del traduttore, titolo di un essenziale saggio di Benjamin, sarà quello, non facile, di arrivare a stabilire l’equivalenza nella differenza.

14:45 – 15:30 Vera Gheno
Poche chiacchiere: potere alle parole! La caratteristica che ci definisce in quanto esseri umani è la parola; nonostante la sua centralità, spesso sembra che, citando Italo Calvino, abbiamo smesso di ricercare “la scintilla che sprizzi dalla scontro delle parole con nuove circostanze”. Perché, invece, occorre rendere alle parole il loro ruolo e il loro potere? Quale importanza può avere questo per ognuno di noi e per la qualità della nostra vita nella società della comunicazione?

15:30 – 16:15 Bruno Mastroianni
Bene-dire: scegliere con cura le parole in un mondo di differenze in connessione Perché litighiamo tanto online e offline? Perché la connessione aumenta l’incontro con il dissenso, cioè con il diverso modo di sentire e di vedere degli altri. È l’effetto della ‘diversità aumentata’ a cui siamo abitualmente sottoposti dato che, in rete, siamo tutti più vicini. È possibile riuscire a stare in questa differenza senza perdersi in essa? Occorre passare dalla comunicazione felice “che mette tutti d’accordo”, alla disputa felice: saper costruire relazioni significative proprio laddove ci si scopre diversi. Per farlo bisogna scegliere con cura le parole proprio per andare al di là di esse, verso le relazioni che esse sono capaci di distruggere o costruire.

16:15 – 16:45 Simone Bessi
Annamode: l’eccellenza della sartoria cineteatrale dal 1946

Partecipa

 

Via Casilina 233 Roma