Giornata Mondiale della Lingua Araba

Posted By : redazionessml

L’esperienza del nostro studente del primo anno Enzo Celani.

In occasione della Giornata Mondiale della Lingua Araba, la nostra insegnante Souhila Taibi , ha deciso d’invitare me ed altri studenti della scuola a partecipare ad un evento presso la facoltà di Lingue Orientali della Sapienza. Entrati nella sede veniamo subito travolti dal tipico calore arabo che, nonostante l’ostacolo linguistico (soprattutto per noi ragazzi del primo anno), non ha fatto fatica a darci un sentito benvenuto. Da subito ci facciamo trasportare dalla frenetica energia dell’Addetto culturale saudita in Italia, il professor Abdulaziz Alghareeb e dai suoi collaboratori che ci accompagnano in sala con estrema gentilezza e gioia.

Alle ore 11:00 inizia la conferenza tenuta dai professori I. Camera d’Afflitto e L. Capezzoni, dal  professore Mohammed Al Alam e dalla traduttrice B. Teresi. quale tema principale è la traduzione in ambito letterario. Avendo da poco iniziato a muovere i passi nel campo della traduzione, è stato per noi un piacere e un enorme arricchimento ascoltare le esperienze e le difficoltà riscontrate dai traduttori di questa meravigliosa lingua che è l’arabo. Ho personalmente trovato illuminante l’appunto della traduttrice Teresi nel quale ci mostrava le “difficoltà” del tradurre simboli culturali arabi in italiano. Le due culture sono più vicine di quanto si pensi grazie anche alla vicinanza geografica, ma è scontato dire che non è facile per un traduttore cercare di riportare riferimenti culturali da una lingua all’altra. Per l’appunto la traduttrice ci cita Daniel Pennac …È vero ancora che Yasmina Melaouah, Manuel Serrat Crespo, Evelyne Passet e alcuni altri dei miei amici traduttori dubitano che “la finestra”, “a janela”, “das Fenster”, “the window” o “la fenêtre” indichino esattamente la stessa cosa, poiché nessuna si affaccia sugli stessi rumori né si richiude sulle stesse musiche.”

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Durante la conferenza, io e i miei colleghi, veniamo rapiti dall’abilità e bravura dell’interprete che traduceva da e verso l’arabo per gli ospiti. Lo guardavamo con estrema ammirazione e con gli occhi sognanti di chi, un giorno, si immagina al suo posto. Finita la conferenza ci siamo fermati a complimentarci con il traduttore chiedendogli incuriositi dove si fosse formato e quali difficoltà avesse riscontrato nel suo percorso.

Alle ore 13:00 la conferenza termina e veniamo invitati nella hall della struttura per un ricco buffet di cibi tipicamente nord-africani con sapori e odori mai sentiti o provati prima. Il tutto accompagnato dai suoni musicali della lingua araba parlata dagli ospiti della conferenza.

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La professoressa Souhila mi invita a registrare un’intervista in lingua araba per raccontare la nostra giornata. Accetto intimidito e mi lascio trasportare dagli incoraggiamenti dei presenti e trovatomi di fronte la telecamera spiego (aiutandomi con la mia lingua madre) che amo questa cultura e sto cercando di imparare il più possibile. Invito tutti a un dialogo con questa cultura poiché arabi ed italiani sono più vicini di quanto si immagini. Condividiamo modi di dire, espressioni, calore umano, ospitalità e fraternità; siamo essenzialmente fratelli della stessa madre, il Mediterraneo, che per secoli ci ha tenuti e tutt’oggi ci tiene in stretto contatto e non ha quindi senso l’odio tra noi fratelli.

Intorno alle ore 14:00 inizia un workshop sulla calligrafia araba, tenuto dal calligrafo Abdelkrim Lahfaia che con la sua coinvolgente creatività ci insegna varie tecniche nello scrivere il meglio possibile le sinuose lettere dell’alfabeto arabo.

Finito il workshop (ore 16:00), salutiamo gli organizzatori dell’evento e torniamo a casa arricchiti e sempre più incuriositi di questa lingua e cultura. Doveroso è quindi il ringraziamento alla nostra docente Souhila che ci ha coinvolti in questa fantastica esperienza che porterò con me nel corso dei miei studi.

Enzo Celani, I anno.