Corso in Mediazione linguistica, Criminologia e linguistica forense

Il Corso Triennale in Mediazione linguistica, Criminologia e linguistica forense si propone come un originale percorso di studi applicati e dalla ricca spendibilità professionale. Esso unisce un profilo linguistico, fortemente tecnico ed orientato, ai saperi d’ambito criminologico–giuridico, ricomponendo in un unico prospetto campi disciplinari abitualmente separati e poco comunicanti. Proprio questa unione di campi di studio separati costituisce la caratteristica più innovativa di tale proposta formativa, promettendo di sviluppare nel tempo su tale strada un nuovo ed apprezzabile modello di studio, capace di proiettare i suoi allievi in tante stimolanti avventure nei contesti lavorativi.

Da una parte la riconosciuta capacità da parte dell’Istituto San Domenico di offrire collaudate competenze specialistiche nel campo della traduzione e dell’interpretariato, applicabili nei circuiti comunicativi istituzionali sia nazionali che internazionali, dall’altra i saperi e le pratiche degli studi criminologici, nelle loro prospettive forensi e giuridiche, garantite dalla collaborazione congiunta con la società di alta formazione universitaria e parauniversitaria Legal Genetics, i cui prestigiosi docenti specialisti arricchiranno la compagine del Corso.

Esso, il Corso, è stato disegnato con la precisa intenzione di diversificare la proposta didattica e formativa, come riportato nelle linee-guida governative più recenti ed indicate dal Ministero, secondo una convinta ottica di affinare la qualità dei saperi proposti dalle Lauree Triennali, ed al contempo di arricchire con dei profili caratteristici la popolazione in uscita da tali percorsi di studio e di apprendimento tecnico. In questo modo, cercando in maniera sempre più mirata di offrire soggetti laureati dalle speciali competenze interdisciplinari, quanto tecnicamente completi di fronte al mutevole mondo delle professioni.

La società di oggi è dominata da un’estensione sempre maggiore di scambi comunicativi, nei quali il valore del testo si afferma come spazio cruciale delle relazioni tra le persone e tra le istituzioni. Saper creare testi, ed anche poter controllare, tradurre in maniera adeguata, far passare i testi stessi in questi scambi comunicativi sempre più intensi, si pone allora come un vero e proprio patrimonio di competenze decisive nel buon funzionamento dell’organismo sociale in quanto tale. L’opera della mediazione linguistica, a maggior ragione quando è integrata in un campo di saperi altamente specializzati, offre perciò una funzione importante, e un ruolo di prestigio, dentro un simile contesto sociale dominato dalla comunicazione.

A una più acuta osservazione dei fenomeni comunicativi, peraltro, si scopre come la “rappresentazione del crimine” paia costituire oggi uno dei motivi più presenti tra le tematiche privilegiate dai mass media, uno degli spazi più strutturato della comunicazione giornalistica e televisiva, sia sul versante informativo di genere fattuale sia sul versante creativo delle produzioni finzionali, in tante serie, film o docufiction, per esempio. Dal talk-show alle rubriche informative quotidiane, dai programmi di utility-tv alle ricostruzioni storiche della malavita o della devianza nella vicenda civile, fino alla creatività libera ed ispirata delle “crime-story”, la tematica criminologica accompagna dunque in tante molteplici formule uno dei centri pulsanti della produzione mediatica contemporanea.

Si potrebbe dire che il mondo del crimine e le sue poliedriche rappresentazioni – sia documentarie sia finzionali – costituiscano una delle “narrazioni” centrali del nostro tempo, una forma di racconto sociale sempre presente e toccato da successo di fronte alle attenzioni del pubblico e, in fondo, della società stessa. Perciò, potersi specializzare nelle conoscenze più specifiche dei fenomeni delittuosi, criminali e delle devianze sociali, inserite dentro uno sfondo di competenze linguistiche con abilitazione internazionale, può davvero disegnare un prezioso profilo di capacità e di consapevolezze in chi ne frequentasse e compisse il percorso universitario.

Saper riconoscere una scena del delitto, saper comprendere le logiche geopolitiche del crimine, essere in grado di raccontare il dramma sociale dei reati basati sulla violenza e disseminati nella vita quotidiana delle città attuali, avere una conoscenza delle complesse dinamiche psicologiche attive nei soggetti coinvolti in situazioni criminali, frequentare la terminologia giuridica e l’architettura del diritto penale, si offrono una dopo l’altra come competenze realmente acquisibili nel Corso specializzato in Criminologia e linguistica forense, il tutto felicemente connesso alle abilitazioni traduttive e dell’interpretariato in diverse lingue, garantite dalla soggiacente base formativa in Mediazione linguistica.

Inoltre è di fondamentale importanza acquisire delle specifiche competenze tecniche, che consentano al discente di orientarsi nel difficile mondo delle branche della criminologia e criminalistica dove il linguaggio e la terminologia utilizzati sono altamente tecnicizzati e specialistici. In particolare la genetica forense, branca in grande evoluzione,  utilizza nomi e concetti che, se non correttamente compresi ed assimilati, non consentono un utilizzo dei testi, dei termini e del loro significato.

In questo modo, il laureato educato da tale Corso si proporrebbe come un vero conoscitore e curatore di testi, questi testi oggi così diffusi legati alla rappresentazione della devianza e del crimine. Un conoscitore dunque dal ruolo importante ma anche suggestivo: quello di saper scrivere del crimine, di saper leggere e capire le dinamiche criminali, di poter tradurre discorsi e materiali tecnici nel contesto giudiziario e del diritto internazionale, di creare in maniera consapevole e critica un “racconto del crimine” credibile, onesto quanto efficace, in un contesto sociale nel quale un simile “racconto” appare proliferante, ma troppo spesso incontrollato e velleitario.

L’obiettivo del Corso vuole essere quello di riuscire nell’impresa di “modellare” un tipo originale di laureato, capace di imporsi nel prossimo futuro quale profilo professionale innovativo ed elastico, particolarmente adatto a un contesto sociale sempre in trasformazione. Lo sforzo dell’iter di studio e delle prove ad esso connesse coincide in questa maniera con la “messa a punto” di una figura professionale ben delineata, capace di disegnarsi nelle conoscenze e competenze degli allievi momento dopo momento, materia dopo materia, in ognuno di loro durante il tempo del corso – e determinare così le buone possibilità di successo di una certa “nuova professione”.

Nello specifico, il Corso di Mediazione linguistica, criminologia e linguistica forense può qualificare i suoi laureati ad agire in diversi ambiti lavorativi, offrendo le proprie capacità dal mondo dell’interpretariato internazionale al contesto istituzionale e ministeriale, dalla consulenza presso i tribunali alla collaborazione con le organizzazioni non governative o con le ONLUS, dall’ingaggio nelle professioni dei media e giornalistiche a piani di inserimento presso le sezioni di intelligence e comunicazione delle Forze Armate e della Marina, fino all’opera di consulenza nelle perizie legali e nel lavoro di scrittura, traduzione ed interpretazione testuale nella documentazione e letteratura giuridico-legale.

La durata del Corso è di tre Anni Accademici.

Il titolo rilasciato dal Corso è il seguente: Diploma di Laurea (titolo equipollente ai sensi del D.M. n° 38 /2002) in Mediazione linguistica, criminologia e linguistica forense.

Il costo di ogni retta annuale è di Euro 2.950, 00 a studente, per ciascun anno di iscrizione.

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