Laurea in Mediazione linguistica: tutte le opportunità professionali

Posted By : Redazione San Domenico

Per diventare un interprete, un traduttore o un mediatore linguistico, lo studio delle lingue straniere non è sufficiente. È necessario avere, infatti, anche un’ottima cultura di base, un’approfondita e consolidata conoscenza della lingua madre e l’acquisizione di terminologie specifiche e settoriali, in particolare legate agli ambiti giuridici, economici, medici, ingegneristici, turistici etc che si acquisiscono con una laurea in Mediazione linguistica

Il corso triennale di Laurea in Mediazione linguistica

offre tutte queste competenze e ha come obiettivo quello di formare i futuri professionisti del settore, non solo attraverso lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, ma anche dando a propri studenti l’opportunità di studiare e lavorare all’estero attraverso il progetto Erasmus Plus e l’ufficio placement che ha contatti esterni con università e aziende

Un soggiorno fuori dall’Italia è fondamentale sia per perfezionare la lingua, sia per approfondire usi, costumi e tradizioni di un determinato Paese.

Il nostro Istituto punta ad una formazione dello studente a 360 gradi e comprende anche studi relativi all’informatica, ai social e, più in generale, a tutte le nuove tecnologie dei settori della mediazione, della traduzione e dell’interpretariato.

Analizziamo, ora, quali sono le combinazioni linguistiche che offrono le maggiori opportunità lavorative e quali sono le principali figure professionali più richieste dal mercato del lavoro.

Sbocchi professionali e combinazioni linguistiche

Per chi desidera diventare interprete, traduttore o mediatori linguistico è difficile stabilire quale sia la «combinazione linguistica» che garantisca maggiori opportunità di lavoro.

In generale l’inglese è la lingua più utilizzata sia per quanto riguarda la traduzione, che l’interpretazione, in quanto viene parlata ormai in tutto il mondo ed è la lingua per eccellenza di internet, del mondo degli affari e del commercio internazionale.

A seguire lo spagnolo, il francese e il tedesco, ma anche il russo e il cinese. Quest’ultima, in particolare, è una delle più richieste, a causa della crescita economica della Cina degli ultimi anni.

 

Quali sono i profili occupazionali più richiesti?

  • Interprete

L’interprete, che ha le stesse conoscenze linguistiche e lo stesso bagaglio culturale del traduttore, deve aggiungere una serie di qualità e doti quali: prontezza di riflessi, padronanza di sè stesso, dizione chiara e gradevole, memoria, capacità di analisi, di sintesi e di concentrazione, intuito, adattabilità immediata all’oratore ed alla situazione ambientale, tatto, discrezione e cortesia e soprattutto la conoscenza perfetta della lingua madre. L’interprete segue il pensiero che un’altra persona comunica in forma orale, ne comprende il significato e lo trasmette in un’altra lingua. Le principali tecniche di interpretariato sono: simultanea, consecutiva e chuchotage.

  • Traduttore

Il traduttore trasmette in forma scritta e precisa il messaggio contenuto in un testo redatto in lingua straniera, avvalendosi di capacità di riflessione, di lettura, di approfondimento e di solide basi culturali. La capacità di ”penetrare” lo spirito della lingua originale fa sì che il lettore abbia l’impressione di trovarsi di fronte ad un testo pensato e scritto nella propria lingua.

  • Adattatore

L’adattatore è una figura professionale in grado di tradurre, trasporre e adattare nella propria lingua un’opera straniera avvalendosi di una conoscenza approfondita dell’intera filiera della post produzione di un prodotto audiovisivo, con particolare attenzione al sincronismo labiale, all’inserimento di sottotitoli extralinguistici ed intralinguistici con l’ausilio di software professionali.

  • Mediatore linguistico

In un mondo moderno e globalizzato nasce l’esigenza di una figura professionale differente, che abbia capacità linguistiche ampie e che conosca anche gli elementi che caratterizzano una specifica realtà sociale. Il  mediatore interviene tra due parti permettendo quindi una comunicazione diretta tra persone che non si comprendono perché parlano lingue diverse e hanno usi e costumi diversi. Il mediatore linguistico dovrà avere una conoscenza molto approfondita di una o più lingue, non solo dal punto di vista tecnico, ma con una visione a 360° della realtà sociale, politica economica dell’intervistato. Pertanto è necessaria anche una conoscenza delle istituzioni, della cultura e della tradizione del Paese di origine.

Gli ambiti in cui queste figure possono trovare occupazione

La pubblica amministrazione o le istituzioni scolastiche, educative e assistenziali, dove il mediatore agevola il confronto con le problematiche della multietnicità e interculturalità.

L’impresa, dove il mediatore può trovare occupazione come traduttore di linguaggi specialistici o redattore pubblicista per le imprese o, infine, come operatore nei rapporti commerciali nazionali e internazionali.

La comunicazione, dove il mediatore ha un ruolo di professionista delle tecniche comunicative linguistico-informali per il web o per l’ambito tecnico-umanistico.

Il turismo, dove il mediatore, grazie ad una profonda conoscenza delle lingue e ad un’elevata preparazione culturale, riesce a trasmettere e a costruire percorsi turistici.

Organizzazioni internazionali (Ambasciate, Ministeri, ONU, FAO; Tribunali, Unione Europea, etc..), in cui l’interprete svolge un ruolo di primo piano durante negoziazioni e incontri politici.

Turismo (Guida turistica, Accompagnatore turistico, Strutture alberghiere, Direzione villaggi turistici in Italia e all’estero, Compagnie aeree).

Media technology (Editoria, Giornalismo, Social Media Marketing, Web 2.0).

Consigli utili per la ricerca del lavoro

Dopo aver visto quali sono le occupazioni che è possibile svolgere con una laurea in mediazione linguistica, vediamo alcuni consigli utili per cercare attivamente lavoro nel settore dell’interpretariato e della traduzione.

Moltissime professioni si sono trasformate e adeguate all’innovazione tecnologica, e questo vale anche per il mondo dei  traduttori e degli interpreti. I primi due consigli, quindi, sono di creare un proprio sito web professionale costantemente aggiornato e di avere una presenza attiva sui social.

Altro consiglio, non meno importante dei precedenti, è quello di stilare un curriculum che sia sintetico, ma che allo stesso tempo contenga tutte le informazioni necessarie sulla propria formazione, sulle esperienze lavorative e sulle proprie competenze specifiche. Non dimentichiamoci mai che il cv è il nostro biglietto da visita che presentiamo a una azienda e, spesso, ha un ruolo decisivo nella scelta di un candidato rispetto a un altro.

Infine, ultimo consiglio, è quello d’iscriversi a gruppi e associazioni, come l’Associazione Italiana Traduttori e Interpreti (AITI), UNITALIA, ANITI, che di frequente pubblicano per i loro iscritti offerte di lavoro, consulenza e la possibilità di fare rete ed entrare in contatto con altri professionisti.

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