La Professione del sottotitolatore

Posted By : redazionessml

Insieme al doppiaggio, la sottotitolazione rappresenta un’ulteriore modalità utilizzata per veicolare un prodotto audiovisivo dal paese in cui è stato prodotto al resto del mondo; la differenza principale tra le due discipline sta nella diversa natura della traduzione. Infatti, mentre nel doppiaggio si mantiene l’aspetto orale nel passaggio da una lingua all’altra, nella sottotitolazione c’è l’obbligo di passare dal codice orale al codice scritto.

Pertanto, il sottotitolatore, oltre a dover trasferire il contenuto espresso nella source language, ha anche il compito di effettuare un salto di codice dalla lingua parlata a quella scritta, riproducendo, allo stesso tempo, un’illusione di oralità.

 

A differenza del doppiaggio, la sottotitolazione presenta più fonti d’informazione, ovvero il canale visivo, perennemente “disturbato” dalla presenza del testo scritto, e il canale uditivo. L’obiettivo del sottotitolo è quello di cercare di aderire quanto più possibile all’immagine visiva, trasmettendo un’impressione di autenticità linguistica, nonostante il passaggio dal codice orale al codice scritto. Per fare questo, il sottotitolatore ricorre spesso a delle strategie linguistiche, dettate dall’obbligo di dover scendere a compromessi con i vincoli imposti dal mezzo tecnico.

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Affinché una sottotitolazione venga realizzata in maniera efficace, è opportuno che il sottotitolatore sia a conoscenza di alcune nozioni essenziali circa i meccanismi cognitivi che riguardano la lettura e la comprensione dei sottotitoli. A tal proposito, esistono dei requisiti tecnici e linguistici che il sottotitolatore deve rispettare per garantire una sottotitolazione snella, ma comprensibile

Fattori tecnici

  • I sottotitoli devono essere visualizzabili sullo schermo per non meno di cinque-sette secondi, durata di tempo necessaria affinché il cervello umano possa elaborare i vari stimoli che gli giungono attraverso il doppio canale visivo-uditivo;
  • il tipo di font scelto deve essere il più leggibile possibile;
  • deve esserci una sufficiente spaziatura tra i caratteri e le parole;
  • un sottotitolo può contenere tra i 35-40 caratteri per riga;
  • è necessario utilizzare delle convenzioni tipografiche per trasmettere le sfumature del testo filmico di partenza, quali l’intonazione, le esitazioni e l’enfasi;
  • la sottotitolatura deve essere discreta, coprendo al minimo le immagini del film;
  • lo spettatore deve percepire una certa coerenza tra colonna sonora, immagini e testo scritto;
  • bisogna prestare particolare attenzione alla struttura sintattica dei sottotitoli, evitando frasi troppo lunghe che devono necessariamente prolungarsi per più sottotitoli;
  • evitare di spezzare il legame logico o grammaticale tra le parole.

Fattori linguistici

Da un punto di vista strettamente linguistico è molto importante garantire la massima accuratezza possibile, dato che il testo originale è sempre presente sullo schermo e costituisce un punto di riferimento per lo spettatore. Pertanto, è necessario:

  • che gli standard di accuratezza siano molto elevati;
  • limitare al minimo le omissioni di contenuti linguistici del testo di partenza;
  • evitare di stravolgere, attraverso la riformulazione, il testo fonte e attenersi ai vincoli di spazio e di tempo previsti.

La realizzazione di sottotitoli è un lavoro complesso e impegnativo il cui esito dipende dalla conoscenza di specifiche strategie di adattamento testuale da parte del sottotitolatore. I due momenti essenziali per l’elaborazione di sottotitoli sono: la riduzione del testo e il passaggio dal codice orale al codice scritto, ovvero la variazione diamesica:

  • nella riduzione testuale, di tipo totale o parziale, il sottotitolatore deve selezionare cosa tradurre o cosa omettere;
  • nel passaggio dal codice orale al codice scritto il dialogo di partenza dovrà essere “alleggerito” di tutti quei marcatori linguistici specifici dell’oralità, che potrebbero risultare ingombranti nel testo scritto.

Il processo di sottotitolazione è il frutto di un lungo lavoro che parte dall’interpretazione del testo filmico originale per arrivare al suo adattamento linguistico e culturale. In questo processo il sottotitolatore rappresenta la categoria di traduttori più esposta e, allo stesso tempo, più condizionata dalle costrizioni del mezzo tecnico per il quale traduce; egli è strettamente vincolato da questioni di tempo e di spazio, oltre che dalla presenza dell’originale.

 

Autore

Francesca Alberico

+39 3319262556

albericofrancesca18@gmail.com

 

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Bibliografia

Petillo M., Doppiaggio e sottotitolazione: problemi linguistici e traduttivi nel mondo della screen translation, Digilabs, Bari, 2008.

Petillo M., La traduzione audiovisiva nel terzo millennio, FrancoAngeli, Milano, 2012.