Esistono occasioni in cui il linguaggio dell’audiovisivo incontra in modo sorprendente il mondo della formazione e della ricerca. È il caso della nuova produzione Netflix “Can This Love Be Translated?”, un K-drama che porta al centro della narrazione una figura spesso invisibile ma cruciale: l’interprete.
Per la SSML San Domenico, questa serie rappresenta molto più di un semplice prodotto di intrattenimento. È un riconoscimento implicito del valore culturale, umano e professionale della mediazione linguistica, disciplina che costituisce il cuore della nostra missione formativa.
Un ponte tra culture: Canada, Italia e Corea
La dimensione internazionale della serie, con riprese che spaziano dal Canada all’Italia fino alla Corea, riflette perfettamente l’idea di dialogo tra mondi, lingue e sensibilità che anima la nostra Scuola. Un dialogo che si traduce ogni giorno in aula, nella formazione di professionisti capaci di muoversi tra sistemi linguistici e culturali complessi.
Un ringraziamento particolare va ai produttori per aver scelto il Lazio come cornice di alcune sequenze chiave. Luoghi di straordinaria bellezza, come Civita di Bagnoregio, diventano così scenario di una narrazione che parla di ascolto, comprensione e responsabilità comunicativa, valori profondamente radicati nella nostra identità territoriale e accademica.
La scelta del doppiaggio: un atto di inclusione culturale
Merita una menzione speciale la decisione di Netflix di rendere la serie disponibile in italiano fin dal debutto. Una scelta che va oltre le logiche di mercato e si configura come un autentico gesto di inclusione culturale.
Il doppiaggio consente a un pubblico più ampio di accedere alla complessità della trama e, allo stesso tempo, valorizza il lavoro di traduttori, adattatori, dialoghisti, doppiatori e interpreti: professionisti della mediazione linguistica che, anche all’interno della SSML San Domenico, contribuiscono ogni giorno alla trasmissione del senso, non solo delle parole.
Oltre la traduzione: la psicologia del linguaggio
Perché questa serie è particolarmente significativa per gli studenti della Laurea Triennale in Mediazione Linguistica (L-12) e della Laurea Magistrale in Traduzione Specialistica e Interpretazione (LM-94)?
Perché mostra con chiarezza che interpretare non significa “trasporre” parole, ma comprendere intenzioni, emozioni, contesti culturali. È un lavoro che richiede empatia, consapevolezza e capacità analitica, in linea con i principi della relatività linguistica teorizzata da Sapir e Whorf: la lingua non è solo un mezzo, ma una lente attraverso cui si interpreta il mondo.
L’interprete diventa così un mediatore dell’anima, chiamato a restituire il senso profondo del messaggio, preservandone la forza emotiva e culturale. Veder rappresentata questa complessità in una produzione internazionale è un riconoscimento importante per una delle professioni più raffinate delle scienze umane.
La SSML San Domenico e la lingua coreana
Tra le undici lingue insegnate presso la nostra Scuola, il coreano occupa un ruolo sempre più centrale, accanto all’inglese (lingua veicolare) al giapponese e alle principali lingue europee. L’interesse crescente dei nostri studenti per la cultura coreana trova in questa serie una potente fonte di ispirazione, capace di trasformare una passione in una prospettiva professionale concreta.
Un ringraziamento finale
Grazie a Netflix e ai produttori di “Can This Love Be Translated?” per aver portato sotto i riflettori la figura del traduttore e dell’interprete, restituendole dignità narrativa e profondità umana. Grazie, infine, per aver celebrato, attraverso le immagini, la bellezza delle nostre terre e il valore universale del dialogo tra le culture.
