Perchè studiare la lingua giapponese?

Posted By : Redazione San Domenico

L’indiscusso fascino della cultura nipponica, spinge moltissimi studenti a scegliere di studiare la lingua giapponese. Una scelta che potrebbe sembrare azzardata, ma che in realtà ha moltissimi vantaggi.

Oltre all’aspetto culturale, infatti, studiare giapponese vuol dire aprire la mente, imparare a ragionare in maniera differente e non precludersi la possibilità di accedere a numerosi sbocchi e opportunità professionali.

Affidarsi a una formazione come quella offerta dalle SSML San Domenico, vuol dire intraprendere un percorso tecnico e pratico, che permetterà di poter usare la lingua giapponese nel mondo del lavoro.

Ma quali sono le caratteristiche di questo idioma? Analizziamo le principali.

Le caratteristiche della lingua giapponese

Il giapponese è considerato dagli studiosi una lingua “isolata”, a causa delle difficoltà riscontrate nella ricostruzione delle sue origini. A differenza degli altri idiomi, infatti, essa non sembra appartenere a nessuno dei grandi ceppi linguistici conosciuti.

L’unicità di questa lingua si rispecchia nelle sue caratteristiche principali:

  • Scrittura: il sistema di scrittura giapponese si basa sugli ideogrammi;
  • Struttura della frase: a differenza dell’italiano, le frasi si costruiscono mettendo l’oggetto prima del verbo;
  • Genere e numero: nella lingua giapponese non ci sono distinzioni tra maschile/femminile e singolare/plurale.
  • “Posposizioni”: quelle che in italiano sono preposizioni, in giapponese diventano “posposizioni” inserite dopo il verbo.

Inoltre, la lingua giapponese si caratterizza per altre peculiarità come, ad esempio, il particolare tono utilizzato nel parlato e la presenza di numerosi registri linguistici. Capire come rivolgersi a seconda del contesto, è fondamentale non solo se si vive in Giappone, ma anche se si utilizza la lingua per lavoro.

Lingua giapponese: gli sbocchi professionali

Come abbiamo già accennato, studiare la lingua giapponese offre moltissime prospettive a livello professionale. Ma quali sono i settori nei quali questa lingua è più richiesta?

  • Interpretariato: studiare giapponese è sicuramente molto utile se si vuole fare l’interprete, soprattutto in ambito politico e in occasioni di eventi sportivi e di intrattenimento;
  • Localizzazione: il Giappone, grazie a prodotti come i manga, i cartoni animati e i videogiochi, è sempre alla ricerca di chi si occupi di traduzione, adattamento e sottotitolaggio;
  • Turismo: cresce di anno in anno il numero di giapponesi che amano l’Italia e la scelgono come meta di viaggio.

La conoscenza del giapponese, particolarmente strategica per chi vuole lavorare in Italia in determinati ambiti, diventa fondamentale per chi, invece, vuole trasferirsi e trovare lavoro nella terra del Sol Levante.

La cultura giapponese

La cultura giapponese riveste da sempre un grande fascino in Occidente, tanto da esplodere negli ultimi anni in una vera e propria “giappo-mania”. Dal sushi ai manga, dai videogames al cosplay, sono moltissime le tendenze giapponesi entrate a far parte della nostra quotidianità ormai da diverso tempo.

Oltre alla cultura pop e moderna, il Giappone affascina per la sua storia e le sue antiche tradizioni. Basti pensare, giusto per citarne alcuni, alla filosofia dei Samurai, al misterioso mondo delle geishe o alla sacralità della cerimonia del tè.

Conoscere la lingua giapponese vuol dire, quindi, non solo apprendere le nozioni di grammatica, ma anche e soprattutto immergersi in una cultura unica, originale, ricca di simboli e significati.

Studiare la lingua giapponese: le curiosità

L’originalità della cultura giapponese si riflettono anche nella lingua, le cui particolarità rendono ancora più interessante e affascinante il suo studio.

Tra queste, non è possibile non citare la presenza di due vocabolari distinti per uomini e donne. Il giapponese, infatti, non distingue genere e numero, ma presenta dei termini che afferiscono esclusivamente al mondo maschile e altri solo alla sfera femminile.

Un’ulteriore curiosità riguarda i tempi verbali che, oltre a non avere genere, non hanno nemmeno persona e hanno quindi una sola forma per tutta la coniugazione.

Infine, ci sono alcuni termini che nella lingua giapponese è meglio non utilizzare. La parola “no”, per esempio, viene spesso sostituita da altre espressioni, perché si pensa possa infastidire l’interlocutore.

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