Erasmus

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Studia all’estero con Erasmus

Erasmus Plus

Erasmus + è il Programma dell’Unione Europea nei settori dell’Istruzione, della Formazione, della Gioventù e dello Sport, per il periodo 2021-2027.

L’Istituto SSML San Domenico ha sviluppato una fitta rete di rapporti internazionali in grado di promuovere la cooperazione internazionale nell’ambito della didattica, della ricerca e della mobilità degli studenti, grazie alle borse di studio della Comunità Europea.

Erasmus Studio: prevede la possibilità di svolgere all’estero un periodo di studi durante il quale lo studente universitario, iscritto ad un anno successivo al 1°, segue corsi e altre attività nell’Università straniera e al termine può sostenere gli esami e avere il riconoscimento dei crediti formativi acquisiti presso l’università ospitante al rientro. La durata minima prevista è di 3 mesi, quella massima di 12 mesi. Lo studente non dovrà sostenere costi aggiuntivi, se non il regolare pagamento delle tasse universitarie del proprio Ateneo
Durante il periodo di mobilità agli studenti viene erogato dall’Unione Europea un contributo mensile e l’importo varia secondo il paese di destinazione Gli importi previsti per la mobilità ai fini di studio variano da € 250,00 a € 300,00 e per la mobilità ai fini di traineeship da € 350,00 a € 400,00
Gli studenti possono candidarsi per una borsa di studio tramite un bando di concorso annuale.
É possibile partire per 28 Paesi dell’UE e per alcune destinazioni extra-europee.

Erasmus Placement: consente agli studenti di svolgere uno stage presso imprese estere precedentemente contattate. Gli studenti devono soggiornare all’estero un minimo di 60 giorni (massimo 12 mesi) e devono svolgere un tirocinio presso un’azienda straniera.
Lo scopo del Placement è facilitare l’adeguamento alle richieste del mercato del lavoro a livello comunitario.

Documenti Erasmus 2021 – 2022

testimonianza olena

Mi chiamo Olena e sto per raccontarvi il mio stage all’interno del progetto Erasmus + Placement in Portogallo, esattamente a Lisbona. Dopo mesi di attesa e dopo aver inviato più di 100 curriculum alle varie strutture europee, ho scelto di svolgere il mio tirocinio da metà luglio a fine settembre presso HUB NEW LISBON, un ostello al centro di Lisbona.

Devo ammettere che quest’esperienza all’estero l’avrei fatta a prescindere dalla possibilità di far parte del programma Erasmus + in quanto, studiando mediazione linguistica, una buona conoscenza delle lingue straniere è diventata una priorità per me, e quale miglior modo di apprendere una lingua se non andare all’estero?

Vorrei inoltre evidenziare che la lingua portoghese non fa parte del mio piano di studi, ma ciò non mi ha mai fatto dubitare della mia scelta, né mi ha mai comportato alcun problema a livello comunicativo.

La scelta di lavorare in un ostello rispetto ad un hotel è prettamente personale. Dopo aver vissuto come ospite in un ostello per due giorni durante il mio ultimo viaggio a Barcellona, ho capito che era esattamente lì che avrei voluto svolgere il mio tirocinio. Lavorare in un ostello significa essere sempre a contatto con giovani o adulti con l’animo avventuriero.

Mi piaceva l’idea di vedere i clienti non solo come dei turisti, bensì come dei viaggiatori con cui stringere amicizia, magari anche a lungo termine, e lasciarmi ispirare dalle loro storie, dalle loro culture e dal loro modo di vedere il mondo. Il mio ostello era uno dei più grandi di Lisbona, poteva ospitare più di 160 persone e durante il periodo estivo eravamo sempre al completo.

Un altro aspetto positivo del lavorare in un ostello sta nel fatto di non avere una routine fissa. I miei compiti variavano di settimana in settimana e potevo finire ad accogliere i clienti alla Reception, fare i letti nel turno mattutino, lavorare al bar nel turno serale oppure servire la colazione.

Non solo questo sistema ti permetteva di non stancarti mai del tuo lavoro ma ti dava anche la possibilità di imparare tutto ciò che riguarda la gestione di un ostello in tutte le sue sfumature. 

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Il mio Erasmus

Certo, se dovessi scegliere il mio turno preferito sceglierei sicuramente quello della Reception perché mi ha permesso di apprendere al meglio la gestione delle prenotazioni, della cassa e del magazzino, l’assistenza completa della clientela inclusi i feedback positivi e negativi, il coordinamento e la pianificazione dei collaboratori, l’interazione con i fornitori e i partner, ma soprattutto perché mi ha dato la possibilità di essere sempre a contatto con le persone e mettere in pratica le lingue.

L’alloggio mi era stato offerto dall’ostello. Il nostro appartamento si trovava sulla strada parallela e veniva condiviso da sei volontari/tirocinanti. All’interno c’erano due stanze con letti a castello, un salotto, un bagno e una cucina, e se all’inizio ero un po’ spaventata per la convivenza con un numero così elevato di persone, dopo due mesi quella piccola dimora al piano terra che si affacciava sulla tipica strada colorata lisbonese era diventata la mia Casa. In due mesi ho visto tanti volontari andare e venire, ed era bizzarro notare come questi non provenissero mai dallo stesso Paese.

Lisbona, invece, la definirei una delle più belle capitali che io abbia mai visto. Forse sarò un po’ di parte avendoci vissuto e avendola esplorata a fondo, ma sono arrivata senza alcuna aspettativa e mi ha rubato il cuore dal primo giorno che l’ho visitata. Innanzitutto è la terza città più solare d’Europa e per quanto possa sembrare una città molto calda d’estate, la brezza oceanica rinfresca le giornate e soprattutto le serate.

La consiglierei come meta per i giovani poiché non è costosa rispetto ad altre città europee e soprattutto per gli studenti Erasmus perché ci sono tantissime istituzioni come Erasmus Lisbona che accolgono e aiutano gli studenti stranieri, non solo fornendo servizi, ma anche organizzando eventi e viaggi. Lisbona mi ha colpito per i suoi colori, la sua storia, l’architettura, i famosi Azulejo (mosaici), per il cibo e soprattutto per le persone. I portoghesi sono le persone più gentili e aperte che io abbia mai incontrato nella mia vita. A differenza di quanto si possa pensare, parlano molto bene l’inglese e sono sempre pronti ad aiutare l’altro, indipendentemente se si tratti di una persona del luogo o di un turista.

Sarà l’influenza positiva del sole?

Il Portogallo è un paese di cui ancora si parla poco, e forse è meglio così per evitare di rovinarne il fascino con un afflusso eccessivo di turisti, ma è sicuramente da aggiungere alla lista dei posti da visitare almeno una volta nella vita. Come ho già ribadito in precedenza, non è un Paese costoso e neanche molto grande, motivo per cui sono riuscita a visitare altre città come Porto, Aveiro, Coimbra, Nazaré, Peniche, Sintra, Lagos, ecc. Nonostante alcuni posti siano architettonicamente molto simili tra loro, il punto di forza del Portogallo è la natura, vale a dire i parchi e i 850 km di costa che offrono paesaggi completamente differenti da nord a sud e la possibilità di imparare uno degli sport più belli al mondo, il surf.

Quest’esperienza non è stata solamente didattica, ma soprattutto di vita. Partire da soli per un altro Paese significa tornare diversi e sono dei cambiamenti di cui ci si accorge solamente una volta tornati. È banale dirlo, ma non sono cresciuta solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Mi sento più responsabile, più paziente, più tollerante, più indipendente, ho imparato ad affrontare qualsiasi situazione da sola e sento di avere più fiducia di me stessa. Sono felice di aver avuto la possibilità di fare questo tirocinio e sono ancora più felice di essere capitata nel posto giusto con la compagnia giusta e di essere stata accolta a braccia aperte dalla famiglia dell’HUB.

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Consiglio a tutti i ragazzi di vivere un’esperienza così perché quando si torna a casa, si torna con una valigia in più, quella piena di ricordi. Nonostante tutto credo sia molto difficile trasmettere le proprie emozioni dopo un’esperienza del genere, ma chi l’ha vissuta come me, sa cosa significa lasciarci un pezzo del cuore.
P.S Mi era così difficile lasciare il Portogallo che a seguito del mio tirocinio, ho trovato un lavoro come volontaria per un altro mese presso un Surf Camp in Costa de Caparica, a 20 minuti da Lisbona. Lavori di questo genere sono molto facili da trovare lì, basta usare dei siti come Work Away che cercano volontari tutto l’anno. L’ultimo mese è stato molto diverso. Niente caos della capitale, ma solo il rumore dell’oceano. Niente traffico automobilistico, ma solo file di surfisti. Un mese tranquillo, rilassante, esattamente quello di cui avevo bisogno dopo una grande città e prima di tornare a casa.

Quest’esperienza non è stata solamente didattica, ma soprattutto di vita. Partire da soli per un altro Paese significa tornare diversi e sono dei cambiamenti di cui ci si accorge solamente una volta tornati. È banale dirlo, ma non sono cresciuta solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Mi sento più responsabile, più paziente, più tollerante, più indipendente, ho imparato ad affrontare qualsiasi situazione da sola e sento di avere più fiducia di me stessa. Sono felice di aver avuto la possibilità di fare questo tirocinio e sono ancora più felice di essere capitata nel posto giusto con la compagnia giusta e di essere stata accolta a braccia aperte dalla famiglia dell’HUB.

Non esitate a contattarmi per qualsiasi altra informazione o dubbio.

Olena Prykhodko

olenapry.job@gmail.com

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Erasmus is not one year in your life, but your life in one year

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