I termini della traduzione audiovisiva

Posted By : Redazione San Domenico

Simil-sync, voice over, respeaking sono solo alcuni dei termini utilizzati quando si parla di tecniche legate al mondo della traduzione audiovisiva. Grazie all’esplosione, negli ultimi anni, di piattaforme come Netflix e di prodotti come film e serie tv, questa figura professionale è sempre più richiesta dal mercato del lavoro ed è diventata anche oggetto di uno dei nostri Master professionali, giunto ormai alla sua quarta edizione.

Ma cos’è la traduzione audiovisiva e qual è la sua terminologia specifica? Scopriamolo insieme.

Traduzione audiovisiva: definizione e origini

Con traduzione audiovisiva si indica una particolare tipologia di trasferimento linguistico, che consiste nel tradurre i dialoghi di un prodotto audiovisivo dalla lingua di origine a quella di destinazione. I prodotti audiovisivi più conosciuti e diffusi sono film, serie tv e documentari, ma più in generale, si possono designare in questo modo tutti i prodotti che comunicano sia attraverso il canale acustico, sia mediante quello visivo.

Quando è nata l’esigenza di rendere accessibili a tutti questa particolare tipologia di prodotti?

La traduzione audiovisiva affonda le sue origini negli anni Trenta del XX secolo, quando si verificò il passaggio dal cinema muto a quello sonoro. L’esigenza di tradurre i film provenienti dall’estero e la moltiplicazione dei generi cinematografici e dei canali audiovisivi, ha portato alla nascita di diverse tipologie di traduzione e di un glossario legato al settore.

Traduzione audiovisiva: la terminologia

Tra le tecniche di traduzione più conosciute dal pubblico e più utilizzate dai professionisti del settore troviamo il doppiaggio e il sottotitolaggio. Esistono, tuttavia, molti altri metodi, che possiamo racchiudere all’interno di una vera e propria terminologia specifica.

Quali sono, quindi, i termini della traduzione audiovisiva?

Lip-sync e simil-sync e oversound

Il lip-sync consiste nella sincronizzazione di ogni battuta sui movimenti delle labbra di chi parla a video; nel simil sync, invece, l’adattatore non si basa sui movimenti delle labbra, ma si limita a rispettare le pause e la lunghezza dei dialoghi; infine, l’oversound prevede che l’audio inizi un paio di secondi  dopo e termini un paio di secondi prima rispetto a quello in lingua originale.

Respeaking

II respeaking è una tecnica che permette, attraverso il riconoscimento del parlato, di produrre sottotitoli in tempo reale. Viene utilizzata, in particolar modo, per rendere accessibili alcuni prodotti audiovisivi ai non udenti. Le competenze richieste a un respeaker sono affini a quelle di un interprete simultaneo.

Sottotitolazione interlinguistica ed intralinguistica

Un contenuto audiovisivo può essere sottotitolato sia in una lingua diversa dall’originale (sottotitolazione interlinguistica), sia nella stessa lingua (sottotitolazione intralinguistica). Nel primo caso il lavoro viene svolto da sottotitolatori con elevate capacità traduttive, nel secondo  da professionisti esperti di disabilità sensoriali.

Doppiaggio e voice over

Complice il fatto che i doppiatori italiani siano considerati tra i più bravi al mondo, il doppiaggio è           sicuramente più conosciuto rispetto al voice over. Qual è la differenza tra le due tecniche? Il doppiaggio consiste nel prestare la propria voce ad un personaggio, mentre il voice over è la cosiddetta “voce fuori campo”, come ad esempio quella del narratore nei film.

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